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Uomo in salute
Inquinati e inquinatori
L'aria non è più quella di una volta, un luogo comune che
corrisponde sempre più a una triste realtà. Sembra ormai accertato,
infatti, il contributo determinante dato alla diffusione delle
malattie cardio-polmonari dall'aria che si respira inquinata dallo
smog. E in particolare dalle famigerate polveri sottili. Ma che cosa
sono? Lo abbiamo chiesto a Gaetano Maria Fara, direttore
dell'Istituto di Igiene dell'Università La Sapienza di Roma e più
volte membro di commissioni ministeriali sull'argomento.
Sottili ma pericolose
"Le
polveri sottili o PM10 sono particelle solide o liquide di
dimensioni abbastanza piccole da rimanere sospese nell'aria e venire
quindi inalate attraverso il respiro. La classificazione si basa sul
diametro delle particelle stesse. L'azione nociva è inversamente
proporzionale alle dimensioni particellari" spiega Fara. "Quelle con
un diametro maggiore di 30 micron cadono a terra perché troppo
pesanti, quelle molto piccole non riescono a fissarsi all'albero
respiratorio. La dimensione "ideale" è tra i 5 e i 10 micron sono
queste che si fissano alle vie polmonari, raggiungendo i tratti
successivi delle vie respiratorie". E i rischi non sono pochi. Basti
pensare che l'Unione italiana per la pneumologia ha parlato di 12
mila italiani uccisi dallo smog ogni anno e le polveri sottili sono
considerate dall'OMS, la principale minaccia alle nostre aspettative
di vita. Ma sono davvero così pericolose? "L'azione dannosa -
riprende Fara - è a due livelli: irritante e cancerogena. Le polveri
sottili possono, infatti, portare sostanze irritanti come il carbone
o idrocarburi tossici che svolgono un'azione cancerogena. Nulla
comunque se confrontata col danno delle particelle inalate con il
fumo di tabacco. Le principali polveri sottili sono prodotte dal
traffico veicolare e dagli impianti di riscaldamento, che non
rappresentano però una minaccia costante. Il fumo invece sì, anche
per la concentrazione maggiore di agenti inquinanti. In un certo
senso poi potrebbe essere un fenomeno più controllabile con campagne
di educazione alla salute e di disincentivazione al fumo.
Intervenire sull'inquinamento è più difficile". Ma l'inquinamento è
un fenomeno stagionale? "Senz'altro sì" - risponde il professore. "I
picchi di inquinamento coincidono con l'inverno quando il
riscaldamento delle case è al massimo. Poi ci sono zone particolari
come la Pianura padana o la California dove esiste il fenomeno
dell'inversione termica che peggiora i danni da inquinamento". Cioè?
E' un particolare fenomeno tipico delle zone dove c'è un alternarsi
di colline e valli. Questa caratteristica conformazione geografica
fa sì che il normale gradiente atmosferico, quello per cui la
temperatura dell'aria, diminuisce all'aumentare della quota
altimetrica si arresti in prossimità degli avvallamenti determinando
un ristagno di inquinanti" Un quadro piuttosto preoccupante,
rispetto al quale l'Unione Europea ha stabilito nel 1999 i nuovi
limiti dell'inquinamento urbano. A questo si devono gli interventi
recenti delle amministrazioni locali con targhe alterne e blocchi
del traffico. Ma serve a qualcosa il blocco occasionale del traffico?
"Quando si oltrepassa una soglia d'allarme - sottolinea il
professore - interventi di questo tipo sono molto utili. Ma
altrimenti i blocchi occasionali fatti la domenica, quando per altro
c'è normalmente meno traffico, non fanno granché. Tutt'al più può
servire a livello propiziatorio per educare i cittadini a non usare
la macchina. L'inquinamento andrebbe affrontato separando le aree di
traffico da quelle di lavoro, ricorrendo di più ai mezzi pubblici,
possibilmente elettrici, non scaldando troppo le case, basti pensare
che ogni grado in più aumenta del 5% il rischio. E' un problema
culturale, bisognerebbe imparare a rinunciare a un po' di caldo in
casa e a usare meno le automobili". Non bastano gli interventi di
emergenza, perciò, ma servono interventi strutturali come
l'eliminazione dei mezzi più inquinanti, la drastica riduzione del
trasporto privato e rilancio della mobilità pubblica. Obiettivi che
si possono raggiungere con l'impegno di diverse istituzioni ma anche
con quello dei cittadini.
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