ETRA
spa, di cui si parla molto in questi ultimi tempi (2006/2007), è
la multiutility nata dalla fusione di tre aziende specializzate,
nell'erogazione di servizi integrati (acquedotto, fognatura e
depurazione) che sono Seta, Brenta Servizi e Altopiano Servizi.
Cittadini
che si aspettano magari non una riduzione del costo delle
bollette, o almeno un blocco all'aumento. Invece si son visti
deliberare, tra i primi atti della nuova società, proprio gli
stipendi. E nella stessa seduta gli amministratori hanno
provveduto a fissare anche quello che, per i normali dipendenti si
chiama Tfr, mentre per i componenti di un cda prende il nome di
Tfm, ossia trattamento di fine mandato. Magari, qualcuno avrà
pensato, visti gli stipendi corposi, si sarà cercato di
risparmiare su questo Tfm. Pura illusione. Il trattamento di fine
mandato è il 12% dello stipendio complessivo percepito per
ciascun anno di mandato.
L'Etra
avrà una durata come società fino al 2050......
I nostri comuni (Valbrenta circa 10.246 abitanti fonte Istat)
hanno un peso del 2% tondo tondo....Quindi nessun peso
decisionale.
Si
prospetta un altro aumento delle tariffe idriche del 25% nel
2007che dovrà salire ancora nei prossimi anni.Di questo ne siamo
certi.Questi aumenti servono solo per coprire il 100% della spesa,
come enunciava la legge Galli e sono graduali perchè altrimenti
il saldo sarebbe improponibile.
I
cittadini come potranno in futuro intervenire, visto che non
saranno certo i Comuni a prendere le decisioni?
La
legge Galli è stata approvata nel 1998 con un governo non certo
di centrodestra ed obbliga i Comuni a fare questo tipo di società.
Questo è il dato di fatto ed era il Governo D’Alema, vicino ai
bisogni della gente comune.In alternativa potevamo rimanere fuori
da questa famosa ETRA, ma significava essere isolati ed invece per
il bene dei cittadini c’è stata questa fusione. Non ci sono
alternative rispetto alla legge del 1998.
E' stata
anche
siglata l'intesa fra Etra e
Unione Nazionale Consumatori.
Come
vedete tutte le leggi e gli accordi vengono rispettati.Peccato che
i cittadini di questo non ne sappiano niente.O lo ignorano (che è
più bello da pensare).
La
legge dello Stato impone la copertura dei costi al 100% con gli
introiti del servizio, senza l’intervento dei Comuni con altre
risorse come in passato.
Non
è tardi per intervenire.
E'
GIA' TROPPO TARDI !!!
Quello
che indigna è che ci lamentiamo degli aumenti ma pochi sanno
che gran parte di questi sono dovuti per pagare gli
amministratori. Si, in realtà, i compensi per
i responsabili della società ETRA sono stati gli stessi
soci a determinarli, ed i soci sono i
sindaci dei comuni.
Consiglieri,
presidenti e amministratori guadagnano 354 mila euro all’anno
nel 2006.
e
noi cosa facciamo?
Raddoppiano, tra le proteste, le tariffe dopo i passaggi
fra Brenta servizi ad Etra spa.
Si prospetta per l’acqua, 1.300 euro ( 2.500.000 del vecchio
conio ) per le spese per un allacciamento "con scavo";
per un allacciamento senza scavo i costi scenderebbero invece a
700 euro, escludendo però le spese per il contatore.
.... mi sembra il minimo
Già
a Marzo 2006 c’era
stata un’interrogazione nel comune di Camposampiero (PD) che
svelava quando spendono i cittadini per la gestione del
colosso dell’acqua, con poltrone d'oro: Etra spa costa oltre
300mila euro l'anno.
Per chi ignorasse ancora la faccenda «Per gli amministratori c’è
anche un trattamento di fine mandato, scandaloso». Ecco tutti i
compensi di Svegliado & C.
A puntare il dito contro Etra Spa (80 comuni, 220 mila utenze) e
contro le poltrone dorate, per primo (e credo l’unico) un
consigliere di opposizione in consiglio comunale a Camposampiero,
Domenico Zanon.
«Capisco i parlamentari - afferma Zanon - capiamo i lavoratori
dipendenti che hanno diritto al Tfr, ma del trattamento di fine
mandato per un amministratore, a questi livelli, sono francamente
scandalizzato».
Facciamo
quattro conti: Il presidente Stefano
Svegliado ( pagato 36.000 euro all'anno,
assegno mensile di 3.000€) cittadellese, candidato a sindaco e
... trombato ( se non si fidano i suoi concittadini, perchè
dovremmo fidarci noi ? ) ha capacità di agganci politici"...
Roberto Trotto ( 18.000 euro all'anno perchè è vice presidente,
quindi 1.500€ mensili)
ai dieci consiglieri della società,
Gianni Alfine, Filippo Antonello, Amelio Barco, Alessandro
Bergamin, Giovanni Battista Bertollo, Leonildo Bettio, Roberto
Daniele, Mario Polato, Francesco Schiavon, Lino Streliotto (
12.000 euro all'anno ciascuno)
Il compenso più alto spetta, ovviamente, all'amministratore
delegato, Mirko Patron
che, per le sue funzioni, si porta a casa la bellezza di 120
mila euro l'anno. All’altro
amministratore, Luigi Angelo Valsecchi altri 60 mila euro,
come responsabile della pianificazione dello sviluppo e
dell’audit aziendale.Da notare, due amministratori.Non ne
bastava uno.
Anche
a Rosà, in consiglio comunale relativamente
alla "Legge Galli" che indica che i gestori dei servizi
di acquedotto e fognature devono confluire in un organismo
superiore, non si era daccordo.
La
legge dice anche che il gestore non può essere il titolare del
patrimonio e non può partecipare agli appalti. Nelle varie
riunioni dei Comuni si è convenuto di andare a creare dal punto
di vista istituzionale questa società che diventa gestore unico
pur lasciando le tre società operative territoriali. Questa
società potrà partecipare agli appalti pubblici con capitale
pubblico. Si è voluto mantenere
il capitale pubblico e, quindi, i soci saranno i Comuni.
Una volta approvata questa delibera, si andrà a definire questo
gestore unico che comprenderà per la S.E.T.A.
di Padova circa 52 comuni, per la BRENTA SERVIZI circa venti
Comuni e per la SOCIETÀ ALTOPIANO SERVIZI circa otto Comuni.
Ogni Comune verrà rappresentato in base alle quote che possiede
presso il proprio gestore e questo perché si tratta di conseguire
sinergie gestionali in modo di arrivare ad una razionalizzazione
dei costi. Premetto che tutti comunque abbiamo delle riserve nella
creazione di questa nuova società anche perché non c’è
alternativa.
Il
rischio potrebbe essere quello che a questi appalti potrebbero
partecipare delle società a capitale privato
e quindi il guadagno sarà più verso il privato che verso il
pubblico. Avremo questa società multi servizi che parteciperà
agli appalti , saranno determinati i servizi e la tariffa unica e
le famose S.O.T., cioè le società territoriali che andranno a
gestire gli interventi.
Tutto
il patrimonio rimarrà proprietà dei vari Comuni.
La
maggiore perplessità dipende dal fatto che, quando si creano
nuovi enti, ciò che è sicuro è che aumentano le spese. Dalle
informazioni, il servizio fornito dalla Brenta Servizi per quanto
riguarda l’acqua non è certamente al livello di come eravamo
abituati. Nei comuni i cittadini erano abituati ad un servizio
eccellente in quanto addirittura dopo poche ore dalla chiamata
avevano una risposta. Adesso, invece, c’è scarsità
di mezzi per cui la risposta ai cittadini viene data con molto
ritardo. A tempo debito bisogna vedere se abbiamo fatto le giuste
considerazioni su quelle che erano le alternative a questo
progetto, in quanto erano previste tre diverse tipologie ed è
stata scelta questa. Alla fine i
Comuni approvano e tutti si accodano e tutti andiamo a finire nel
sacco. Per quanto riguarda l’
E.T.R.A. in certi documenti è
una società solo a capitale pubblico, e poi nell’accordo quadro
c'è scritto che è possibile che le azioni vengano cedute a
privati purché abbiano sottoscritto il documento.
Non si capisce questa contraddizione e determinati servizi come
l’acquedotto vanno gestiti da Enti Pubblici.
Queste
rinunce di gestione si vedono come delle incapacità. Bisogna
esser d’accordo, quindi, che queste società non vadano in mano
ai privati.
Non
si capisce quindi se l’E.T.R.A. sarà sempre a capitale pubblico
o se le azioni possono essere cedute a privati.
Per
quanto riguarda le S.O.T. bisognerebbe sapere se subiranno delle
modifiche e se il Consiglio di Amministrazione sarà lo stesso.
Leggendo i documenti si capisce che venivano create queste tre
società e che l’amministrazione poteva essere fatta o da un
unico amministratore o da un Consiglio d’amministrazione.
Purtroppo
la cosa è stata gestita anche in Conferenza dei Sindaci in modo
superficiale e con poca competenza. Dell’E.T.R.A. stiamo
parlando dal 2003, ma solo qualche mese fa ci siamo interessati.
Il
problema è molto serio, in quanto andiamo a consegnare una
risorsa, che fino a poco tempo fa è stata gestita dai vari
Comuni, ad un’impresa che ha capitale pubblico ma che potrà
essere estesa a gestori privati.Noi pensiamo di passare
all’Etra la gestione delle risorse idriche e del territorio ed
invece potrà gestire tante altre risorse, potrà gestire, ad
esempio, anche l’imbottigliamento dell’acqua. I Comuni vengono
espropriati di un’utilità che è quella dell’acqua, che si
dice sia il petrolio del domani. Bisogna
chiedersi in quale modo i cittadini potranno in futuro
intervenire, visto che non saranno certo i Comuni a prendere le
decisioni.
Bisogna
ribadire
che si continua ad
andare
avanti con lo stesso stile che non è per niente democratico e,
cioè,
che le cose le veniamo a sapere dalla stampa come ad esempio il
rinnovo del consiglio di amministrazione della Brenta Servizi.
Moralmente
è inaccettabile come sono state condotte le cose anche perché ci
sono stati alcuni Comuni che non erano d’accordo.Solo il comune
di Rossano non ha approvato il bilancio Etra.Ma gli altri sindaci
dov'erano? Al bar?
Si
è andati a costituire una società che durerà fino al 2050.
Impegnamo le prossime generazioni con decisioni prese in maniera
superficiale e non con convinzione. I Sindaci non si sono resi
conto della portata che questo passaggio comportava. Purtroppo, se
pensiamo a come è avvenuto il rinnovo del consiglio di
amministrazione della Brenta Servizi, figuriamoci come avverrà
quello dell’E.T.R.A. . Nello statuto della società è prevista
la possibilità di avere tantissime persone nel Consiglio di
Amministrazione quindi, poi, le varie forze politiche si
divideranno la torta.
C’è
anche la possibilità di avere un direttore esterno, c’è la
possibilità di delegare anche parzialmente l’attribuzione
dell’amministratore delegato. Come ho già detto, l’E.T.R.A.
non gestirà solo le risorse del territorio, ma potrà fare quello
che vuole, ad esempio la sede della società potrà essere portata
anche all’estero. Non siamo per niente tutelati in quanto
potranno entrare nella società private e la società stessa potrà
spaziare in qualunque campo, dall’energia al gas. Allora bisogna
chiedersi se questa sia una garanzia per il nostro territorio..
Se
la conferenza dei sindaci fosse stata più attenta in questa
situazione non saremmo arrivati.
Purtroppo
è una scelta
politica.
La creazione di questi Enti porterà a maggiori spese in quanto ci
saranno
amministratori,
controllori e revisori da pagare. Il risultato finale sarà quello
che i cittadini avranno un aumento del costo del servizio.
Dal
malumore per le bollette cosa è nato? Anche
l'intesa fra Etra e Unione Nazionale Consumatori
al fine di garantire ai cittadini un servizio sempre migliore.
Il
progetto è stato adottato per rispondere alle richieste che
pervengono in questo periodo alle associazioni dei consumatori
circa le bollette dell’acqua emesse da Etra, il soggetto
individuato dall’Autorità d’Ambito per la gestione del
servizio idrico integrato nei Comuni dell’Ato Brenta.
La composizione e l’ammontare della tariffa, approvata
dall’ATO, prevedono infatti novità connesse a due fattori: la
legge dello Stato che impone la copertura dei costi al 100% con
gli introiti del servizio, senza l’intervento dei Comuni con
altre risorse come in passato; il Piano d’ambito redatto
dall’ATO che pianifica per 30 anni le attività del gestore del
ciclo integrato delle acque e prevede investimenti cospicui su
reti e impianti acquedottistici per assicurarne la funzionalità e
l’efficienza in modo duraturo.
Poiché fra i compiti affidati ad Etra Spa, società creata il 1°
gennaio 2006 dai soggetti gestori attivi in precedenza sul
territorio dell’ATO Brenta (Altopiano Servizi, Brenta Servizi,
Seta), rientrano anche la gestione dei rapporti con gli utenti e
l’emissione delle bollette, il Protocollo con l’Unione
Nazionale Consumatori di Cassola, associazione per la tutela dei
consumatori e degli utenti a livello nazionale, intende perseguire
la massima trasparenza e chiarezza sul tema.
Etra
Spa,
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